Sebbene le frasi “Saremo carbon neutral” e “2050 net zero” compaiano nella stessa frase, si tratta di impegni tecnicamente diversi. L’industria delle esportazioni deve chiarire questi concetti a causa del Green Deal dell’UE e dei sondaggi tra i principali acquirenti tra i fornitori. Un target errato o una misurazione incompleta creano rischi sia reputazionali che contrattuali.
Cosa significa carbon neutral?
La neutralità del carbonio si verifica quando un'organizzazione o un prodotto misura le proprie emissioni di gas serra, le riduce il più possibile e compensa la quantità rimanente attraverso progetti di compensazione del carbonio. Realizzabile a breve termine; tuttavia, la qualità dell'offset (persistenza, offset aggiuntivo, verifica) è fondamentale. Il solo “piantare alberi” non è sufficiente per raggiungere un obiettivo climatico a lungo termine.
Differenza netta pari a zero
Lo zero netto, in particolare sulla falsariga di SBTi e IPCC, significa riduzioni profonde delle emissioni lungo tutta la catena del valore e compensazione con una rimozione permanente e molto limitata. La richiesta “zero” con compensazioni temporanee non è accettata nello standard zero netto aziendale. Per le aziende manifatturiere ciò significa tenere conto dell’ambito 3, dal fornitore al cliente.
Ambito 1, 2 e 3: Dalla fabbrica alla catena
Ambito 1 — Emissioni dirette
L'olio combustibile, il gas naturale, i carrelli elevatori diesel, le emissioni di processo e i gas refrigeranti illegali bruciati sul campo rientrano nell'Ambito 1. Misurazione: bollette del carburante, bilancio di massa, test di tenuta.
Ambito 2 — Energia acquistata
Sono emissioni indirette di energia elettrica e vapore ricevute dalla rete. Poiché la quota di elettricità nell'industria turca è elevata, questa è l'area di "vincita rapida" della maggior parte delle strutture. Metodo corretto: selezione del fattore basato sulla posizione (media della rete) o sul mercato (YEKA/certificato di garanzia): la coerenza è un must.
Ambito 3 – Catena del valore
Si tratta di emissioni indirette ripartite in 15 categorie, tra cui materie prime, logistica, viaggi di lavoro, trasporto dei dipendenti, utilizzo del prodotto venduto e rottami. Nel settore manifatturiero, oltre il 70% delle emissioni totali può rientrare nello Scope 3; molte aziende continuano a rendicontare solo sullo Scope 1–2. Le richieste della catena di approvvigionamento dell’UE colmano questo divario.
combustibile da campo
Ambito 1
diretto
Elettricità/vapore
Ambito 2
Può essere misurato da OSOS
Fornitura + prodotto
Ambito 3
La parte più difficile e più grande
Perché in Turchia adesso?
La legge sul clima (7552), entrata in vigore nel luglio 2025, e il previsto ETS nazionale fanno del carbonio una voce di costo. La prova delle emissioni integrate è obbligatoria per gli esportatori di cemento, ferro e acciaio, alluminio e fertilizzanti ai sensi del CBAM. Anche le aziende che non dichiarano la neutralità del carbonio sono tenute ad avere “trasparenza delle emissioni”.
Tabella di marcia passo dopo passo
- Inventario ambito 1–2: 12 mesi di dati su energia e carburante
- Dare priorità alle categorie più grandi dell'Ambito 3 (materiale acquistato, logistica)
- Monitoraggio digitale (OSOS, ERP produzione) per kWh e tCO₂e
- Progetti di mitigazione: efficienza, energia solare, recupero di calore
- Obiettivo: innanzitutto la mitigazione compatibile con SBTi, l’offset della posizione come ultima risorsa
- Reporting annuale: conformità con GRI, CSRD o modelli cliente
Conclusione
Il carbon neutral è un obiettivo di comunicazione, il net zero è un programma di trasformazione. Misurare accuratamente il consumo di energia elettrica (Scope 2) è il punto di partenza comune per entrambi i viaggi. Con ENOPTIMAL puoi fornire input affidabili alla contabilità del carbonio gestendo i dati di consumo e produzione da un'unica fonte.